Quanto deve bere un gatto per stare bene?

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Quanto deve bere un gatto per stare bene?

L’acqua è un bene prezioso per il gatto. Indispensabile per il mantenimento della temperatura corporea, per la digestione dei cibi, l’eliminazione di scorie e tossine e per il corretto funzionamento dei reni, deve essere sempre disponibile, fresca e pulita. Il consumo quotidiano è molto variabile e dipende dall’età, dal peso e dal tipo di alimentazione.

Quanto beve un gatto in media?

In media un gatto adulto in buona salute dovrebbe assumere circa 25-50 ml di acqua per chilo corporeo (pari più o meno a due bicchieri). Le dosi possono variare in base alla stagione (in inverno berrà molto meno) e all’alimentazione. Ovviamente se il micio consuma regolarmente cibo umido non avrà bisogno di grandi quantitativi di acqua.

Un gatto anziano deve bere a sufficienza per scongiurare serie complicazioni al sistema urinario e danni irreversibili ai reni. La disidratazione, infatti, causa la produzione di urine più concentrate e la formazione di cristalli (uroliti) che, nel tempo, potrebbero comportare problemi alla vescica e all’intero apparato, provocando anche la morte dell’animale.

In alcuni periodi può capitare che il gatto beva meno. In tal senso, per evitare che diventi un’abitudine e favorire l’idratazione, bisogna stimolare il micio fornendogli del cibo più di due volte al giorno con razioni ridotte.

Un cucciolo non ancora svezzato e senza mamma, deve essere alimentato in maniera artificiale con latte e biberon. La quantità adeguata per il suo fabbisogno è pari al 20% del peso corporeo. Pertanto se il piccoletto pesa 100 grammi, dovrà consumare 20 ml di latte distribuiti in una decina di pasti, proprio come se fosse un neonato!

Cosa fare il gatto beve poco

L’idratazione del gatto va sempre monitorata. Un consumo eccessivo di acqua al giorno potrebbe essere indice di un problema di salute tra cui un’infezione, disturbi gastrointestinali, diabete o malattie renali. In questi casi, è di fondamentale importanza rivolgersi al veterinario di fiducia. Una cura mirata a base di farmaci e un’alimentazione specifica possono salvare la vita dell’animale.

Se ci si accorge che il pet beve meno del solito, non bisogna subito allarmarsi. Il freddo invernale o una dieta a base di cibo umido, infatti, possono esserne la causa principale. In caso contrario, è opportuno osservare il comportamento del felino durante la giornata. Se appare apatico, di cattivo umore, urina spesso, ha il pelo opaco e la pelle squamosa potrebbe trattarsi di un principio di disidratazione.

In tal senso, bisogna subito prenotare una visita veterinaria. Nell’attesa, per aiutare il gatto a idratarsi si consiglia di:

  • posizionare la ciotola dell’acqua lontana da quella del cibo per evitare che piccoli residui possano contaminarla;
  • fornire sempre acqua fresca e pulita;
  • valutare l’acquisto di una fontanella per gatti, in quanto in natura prediligono l’acqua corrente a quella stagnante;
  • inumidire il cibo secco con del brodo di pollo o di pesce, preferibilmente fatto in casa;
  • evitare l’uso delle ciotole di plastica, prediligendo invece quelle in vetro, ceramica oppure in acciaio;
  • cambiare l’acqua ogni giorno, avendo l’accortezza di lavare con cura la ciotola (senza utilizzare alcun detersivo) prima di riempirla nuovamente;
  • lasciare che il micio beva dall’acqua del rubinetto senza sgridarlo o punirlo;
  • tenere lontano la ciotola dell’acqua dalla lettiera. Il gatto, si sa, è molto sofisticato e non approva le contaminazioni. Per una migliore igiene dell’animale e dell’ambiente in cui vive, è preferibile utilizzare la lettiera Piripù. Biodegradabile, 100% vegetale, non nocivo e senza polveri, il prodotto ha un elevato potere assorbente, non emette cattivi odori e può essere facilmente smaltito nei rifiuti organici o nel wc di casa.

I felini si adattano facilmente alla scarsità di acqua. L’importante è che non diventi un’abitudine. Fornire acqua sempre fresca e pulita al proprio micio può aiutare a prevenire serie problematiche all’apparato urinario nonché possibili blocchi renali.

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