I guardiani dell’arte: la storia dei gatti reali dell’Ermitage
I gatti sono creature affascinanti, agili e dal portamento nobile. Ma lo sapevate che alcuni di loro ricoprono un ruolo speciale come “guardie reali” al servizio dell’arte? Scopriamo insieme questa curiosa storia, che parte dal lontano Seicento!
Pietro il Grande e l’Inizio della Tradizione Felina alla Corte Russa
Tutto ebbe inizio alla fine del XVII secolo, quando lo zar Pietro I, detto “il Grande”, durante un viaggio in Olanda, incontrò un gatto che lo conquistò. Pietro, sovrano illuminato e amato in patria, portò questo micio con sé in Russia come dono per la figlia Elisabetta.
Pochi giorni dopo l’arrivo del gatto, la corte notò una sorprendente diminuzione dei topi nel palazzo. Il nuovo membro della famiglia imperiale si era rivelato un alleato prezioso contro questi infestanti, un problema non indifferente per l’epoca. Così, nacque la tradizione di donare un gatto per ogni nuovo nato della dinastia degli zar.
Caterina la Grande e la Nascita dei “Guardiani della Pinacoteca”
Con l’ascesa di Caterina II, detta anche “la Grande”, il ruolo dei gatti di corte crebbe ulteriormente. Caterina, sovrana ambiziosa e amante dell’arte, era però tormentata dai topi, un problema tanto temuto quanto reale. Per affrontare questa sua fobia, ordinò di portare nel nuovo Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo i migliori gatti da tutta la Russia, che avrebbero avuto il compito di proteggere le prime opere d’arte della sua collezione.
Questi gatti vennero formalmente nominati “Guardiani della Pinacoteca”: con i loro artigli affilati e sensi eccezionali, avrebbero vegliato non solo sulla zarina, ma anche sui preziosi tesori del palazzo, che nel tempo sarebbe divenuto l’Ermitage, uno dei musei più prestigiosi al mondo.
I Gatti dell’Ermitage Attraverso la Storia
Nel corso dei secoli, San Pietroburgo ha vissuto guerre, rivoluzioni e cambiamenti epocali, ma i gatti dell’Ermitage sono rimasti sempre al loro posto. Sopravvissuti a conflitti e pestilenze, oggi il loro numero si aggira intorno ai 70 esemplari.
Curiosità sui Gatti dell’Ermitage
- Un tempo liberi di girare tra le opere d’arte, oggi i gatti risiedono nei sotterranei del museo.
- La loro fama e il loro ruolo hanno portato alla nascita dell’Ermitage Cat Day, una giornata in cui i visitatori possono incontrare questi insoliti e nobili “guardiani”.
I Gatti dell’Ermitage Oggi: Nobili e Riservati
Se immaginate gatti affettuosi e coccoloni, questi guardiani potrebbero sorprendervi. I gatti dell’Ermitage non sono socievoli: mantengono una distanza regale, soffiano se qualcuno tenta di toccarli e sembrano portare avanti il loro ordine sociale con un orgoglio unico. È come se sapessero di essere discendenti di una lunga tradizione di “guardiani reali” e volessero ricordarlo a tutti noi.
Se visitate l’Ermitage, ricordate di omaggiare questi storici felini: custodi silenziosi, hanno vegliato per secoli su uno dei patrimoni artistici più preziosi al mondo.
foto by freepik.com
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